Se dobbiamo dare i numeri, diamoli bene!

Il risultato elettorale ottenuto dalla coalizione “Noci Bene Comune” dopo l’esito del primo turno ci incoraggia e rinforza il nostro entusiasmo. Il ballottaggio era il nostro primo obiettivo. L’abbiamo raggiunto. E l’abbiamo fatto coinvolgendo tantissimi cittadini. Ora la strada è tutta in discesa.

Il centrodestra, presentatosi come unito e omogeneo nelle scorse settimane, si è dimostrato nei fatti spaccato anche nel supportare il proprio candidato sindaco. Basti solo guardare, a dimostrazione di questo, al dato del voto disgiunto che, per le dimensioni che ha assunto, è un chiaro atto di fiducia dei cittadini nei miei confronti e un altrettanto chiaro atto di sfiducia politica da parte sia delle liste della coalizione di centrodestra che degli elettori nei confronti di Morea.

Ad ulteriore riprova della sconfitta politica del mio competitore, leggo in queste ore tutta una serie di falsità relativamente all’eventuale ingovernabilità di un’amministrazione da me guidata, a premi di maggioranza, numero dei consiglieri e addirittura a nuove elezioni già convocate per l’autunno. Io credo che, in vista di un ballottaggio così importante, dove è in gioco un cambiamento epocale per la nostra città, è quantomeno curioso che Morea e il suo staff debbano ricorrere ad una fantasiosa interpretazione delle leggi, per convincere gli elettori a non rivotare me, pretendendo il premio di maggioranza anche in caso di sua sconfitta.

Siccome ho voluto fare della chiarezza e della correttezza verso i cittadini il mio stile politico, mi preme richiamare l’attenzione sulla normativa presa in toto e non solo nelle parti che più fanno comodo.

Se andiamo su sito del Ministero dell’Interno, è possibile scaricare le “Istruzioni per le operazioni dell’ufficio centrale”. A pagina 25 leggiamo: “Può verificarsi il caso in cui la lista o il gruppo di liste collegate al candidato proclamato eletto alla carica di sindaco NON CONSEGUA il 60% dei seggi del consiglio e che i voti validi riportati non raggiungano il 40% del totale complessivo dei voti validi riportati da tutti i sindaci in tutte le sezioni del comune, oppure che un’altra lista o un altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi ai sindaci”. È quello che accadrebbe a Noci nel caso in cui io vincessi, visto che le liste di centrodestra (a differenza del candidato Morea) hanno preso più del 50% dei voti validi.

Cosa si fa in questo caso? Scorrendo leggiamo: “In tali eventualità i seggi alle singole liste o ai gruppi di liste collegate restano determinati nel numero risultante a seguito delle operazioni di cui al paragrafo 19 (pag. 19)”. E cosa dice il paragrafo 19? Dice che, una volta escluse le liste che hanno preso meno del 3% (e a Noci non ce ne sono):
“…il presidente procede al riparto dei seggi, per il quale il legislatore ha adottato il metodo D’HONDT, detto anche «delle divisioni successive» o «del comune divisore»”.
Il che ci riporta a quanto da me affermato nell’intervista concessa a Noci24.it: verrebbero assegnati 8 seggi al centrodestra, 7 al centrosinistra e 1 al Movimento 5 Stelle. Naturalmente, numeri alla mano, sarà la commissione elettorale preposta ad assegnare i seggi, dopo che vi sarà un sindaco proclamato eletto. Qualsiasi altra interpretazione della normativa – compresa quella che vedrebbe assegnato al centrodestra il premio di maggioranza anche in caso di sconfitta del suo candidato sindaco – è pura fantasia. Così come è fantasioso ipotizzare nuove elezioni in autunno, dal momento che in quel periodo dell’anno per legge non è possibile andare al voto.

Io credo che questo tam tam della ingovernabilità, prima ancora che vi sia l’attribuzione ufficiale dei seggi, sia la dimostrazione, ancora una volta, della totale assenza di contenuti e di proposte per la città, alla quale si vuole sopperire inculcando nei cittadini notizie non attendibili. In attesa della definizione precisa dei numeri, è assolutamente indispensabile ridare dignità e valore al ruolo del consiglio comunale come organo di indirizzo politico e amministrativo. La sfida di “vivere” appieno il ruolo e le funzioni di questo organo (discussione dei problemi e sintesi sulla loro risoluzione) può essere una nuova modalità non solo di governo, ma anche di confronto vero e costruttivo sui problemi della città. Sereni e sicuri di quello che andremo a fare una volta eletti, noi, al contrario di quanto sta avvenendo nel centrodestra, invece di prendere in giro i cittadini, siamo assolutamente concentrati nel continuare la nostra campagna elettorale per conquistare la guida della città.