Il messaggio del 1 Maggio

Non posso non spendere oggi, alla vigilia di questa storica ricorrenza, qualche parola non solo per tutti i lavoratori ma anche e soprattutto per i cassaintegrati, per coloro che il lavoro lo hanno perso, per chi non riesce a trovarlo ed è costretto a migrare lontano. E penso soprattutto ai nostri giovani, con il rischio di ripetermi forse.

Ci dicono in questi giorni di non abusare con le parole “giovani” e “lavoro”. Hanno ragione. Molte parole si stanno sciupando in questi giorni. Noi però non possiamo esimerci dall’intraprendere una battaglia, anche politica, per cercare una soluzione al problema della disoccupazione e del precariato in un momento drammatico per il nostro Paese.

Non possiamo esimerci dal farlo prima di tutto perché è nel DNA della sinistra la vicinanza al mondo del lavoro, e dobbiamo assolutamente, per ricostruire un’identità calpestata dagli opportunismi dei singoli, ripartire dai nostri valori fondanti. E poi perché non possiamo candidarci oggi a governare la nostra città senza un’idea chiara di come fare ad aiutare i nostri ragazzi.

Un comune può generare occupazione. Dal confronto con i cittadini e con gli attori principali di questo processo, abbiamo individuato diverse soluzioni. Queste sono diventate parte integrante del nostro programma. Dicono che i programmi non li legge nessuno. Mi chiedo allora sulla base di cosa è possibile fare un distinguo tra chi si candida a rappresentarci. In questi giorni sto cercando di spiegare ai miei concittadini quello che vogliamo e possiamo fare. Sto ascoltando i loro problemi. E alcuni li stiamo già risolvendo.

Noci non ha bisogno di grandi opere pubbliche grandi manifestazioni, sterili passerelle per politici che il nostro territorio non lo conoscono. Noci ha bisogno di attenzione per chi vive nell’ombra di una quotidianità avvilente e massacrante, ha bisogno di interesse per le piccole cose, ha bisogno di riscoprire la sua identità e farla emergere forte, ha bisogno di progettare con e per le persone. Questo è il mio impegno e quello della mia coalizione. E questo è l’augurio che oggi faccio a tutti i miei concittadini in difficoltà: insieme possiamo farcela, possiamo uscire dallo stato di indifferenza nel quale siamo drammaticamente precipitati e riprendere in mano le redini del nostro futuro.

Domenico Nisi