PROGETTO POLICORO – Favorire le start-up d’impresa giovanile

Protagonista del primo degli Incontri virtuosi – Sulla via del Think Tank è stato ieri il Progetto Policoro, un progetto organico della Chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia. Prende il nome dalla città di Policoro, in provincia di Matera, dove il 14 dicembre del 1995, si svolse il primo incontro ufficiale. Suo ideatore è stato Don Mario Operti, il quale nutriva il sogno di affrontare il problema della disoccupazione attivando iniziative di formazione alla cultura del lavoro, promuovendo e sostenendo l’imprenditoria giovanile e costruendo rapporti di reciprocità e sostegno tra le Chiese del Nord e quelle del Sud. Il progetto si propone anche, generando occupazione, di combattere l’illegalità, il lavoro sommerso e la criminalità. Grazie al Progetto Policoro sono sorte, sul tutto il territorio nazionale, centinaia di imprese che occupano migliaia di giovani nei settori più disparati.

Ospiti dell’incontro, a cura del gruppo Sviluppo Economico, Antonio De Luca e Davide Del Rei, animatori di comunità della Diocesi di Benevento. «Si tratta di un’esperienza che accoglie tutti quei giovani che vogliono far fruttare la loro passione, mettendo loro a disposizione volontari esperti e competenze utili allo sviluppo d’impresa» ha spiegato De Luca. Attraverso una serie di accordi che le diocesi hanno stretto con le banche, i sindacati, le associazioni di categoria e le istituzioni presenti sui territori, sono state generate pratiche di microcredito in grado di fornire ai giovani che vogliono avviare un’attività fino a 5mila euro a fondo perduto per la start-up oltre che locali in cui allocare l’impresa. «È un’esperienza particolarmente virtuosa perché chiede a ognuno di fare la sua parte».

«La strada da percorrere non è semplice – ha aggiunto Davide Del Rei. – Quello che cerchiamo di fare noi animatori di comunità è aiutare i giovani ad avviare i loro progetti, fornendo loro una serie di contatti». Il progetto è stato, infatti, in grado di stimolare la creazione, su tutto il territorio nazionale, di una rete di relazioni umane oltre che commerciali.

«Abbiamo l’età in cui iniziamo ad avere la responsabilità di darci da fare. Come può un’amministrazione comunale aiutare i giovani a generare lavoro e ricchezza partendo dalle risorse a disposizione e dal luogo in cui vivono?». Questa la domanda che Clementina Gentile Fusillo, che ha presentato la serata, ha posto ai due ospiti. «Cose semplici, ma concrete» è la risposta: mettere a disposizione locali inutilizzati, creare opportunità stimolando le associazioni di categoria, avviare un ragionamento nelle scuole per chiedere ai nostri giovani cosa vogliono fare da grandi e orientarli verso la ricerca attiva del lavoro, fare rete. Solo così è possibile stimolare la nascita di imprese pulite, che pagano i lavoratori, che pagano le tasse e che siano in grado di “contaminare” il territorio.

Il candidato sindaco della coalizione “Noci Bene Comune” Domenico Nisi ha accolto con entusiasmo i suggerimenti di Antonio De Luca e Davide Del Rei, perfettamente in linea con gli intenti programmatici della coalizione. Il gruppo Sviluppo Economico aveva già sviluppato, infatti, una similare soluzione per risolvere il problema della fuga dei cervelli. Ma Nisi va oltre: «Oggi la legge permette ad un comune di porre sui propri immobili delle ipoteche, al fine di ricevere dei prestiti per realizzare delle opere pubbliche o di fornire garanzie per la costituzione di un fondo destinato alle start-up. Unitamente ad un sostegno economico, si può ipotizzare anche di mettere a disposizione degli spazi per l’avvio di nuove imprese. Noi abbiamo un patrimonio immobiliare consistente da sfruttare in questo senso. Se pensiamo che il compito dell’amministrazione in questo settore si limiti all’estensione della zona industriale, non abbiamo capito nulla. Bisogna avere il coraggio di osare, non fermarsi di fronte alle difficoltà. Bisogna avere il coraggio di investire sul territorio per impedire che le nostre risorse emigrino altrove».

 

“Per inventare il lavoro non esistono formule magiche, ma occorre investire nel Cuore e nella Mente delle persone”. (Don Mario Operti)